Ciao.

Mi occupo di progettazione di impianti fotovoltaici e ho letto con interesse la tua testimonianza.

In merito a quanto hai scritto, mi pare di capire che la tua disillusione sia imputabile a diversi fattori, dei quali può rendersi conto veramente solo chi opera nel settore e ha una certa esperienza. Per chi installa un impianto, c'è il rischio di riversare le "colpe" della mancata realizzazione delle aspettative su chi colpe effettivamente non ne ha.

Da quanto dici, risultano chiari i seguenti elementi:

1) chi nel 2008 ti ha prospettato un ritorno economico di 6-7 anni, ha  detto una gran bufala.

Questo si può ipotizzare allo stato attuale, in cui i prezzi di mercato sono scesi notevolmente. Almeno questo è il ritorno economico che riscontriamo nei nostri impianti, dopo aver tenuto conto degli oneri per la manutenzione annuale, per l'assicurazione, dell'incentivo, del contributo in conto scambio e del guadagno implicito legato all'autoconsumo. Nel 2008 il pay back era comunque di 10-11 anni.

2) Al tempo era vera la regola che la bolletta non si sarebbe più pagata: l'Enel effettuava il conguaglio e l'effetto doveva essere quello, se l'impianto era correttamente dimensionato. Resta da dire che anche oggi, in linea di principio, vale la stessa cosa, nel senso che il GSE fa la differenza tra quanto immesso in rete e quanto prelevato. Se tale differenza è positiva (immissioni maggiori dei prelievi) in conto scambio va la quota parte di immissioni che va a bilanciare i prelievi e a tale quota parte è riconosciuto un corrispettivo di circa 0,18 euro/kWh. Tutto il resto, si accumula e può essere "venduto" a circa 0,10 euro/kWh attraverso l'opzione di liquidazione delle eccedenze, altrimenti si può accumulare.

3) Come viene riconosciuta la tariffa incentivante da parte del GSE? Viene riconosciuta, spesso, non sulla base della produzione effettiva, ma di una produzione "presunta": ad esempio il GSE ipotizza che ogni kWp installato produca nel mese di Aprile 110 kWh, a Maggio 120 kWh, a Giugno 130 kWh e così via. Perchè succede questo? Perchè il gestore di rete comunica in ritardo i dati di produzione dell'impianto, sulla base dei quali dovrebbe essere erogato appunto il corrispettivo, per cui il GSE procede secondo tabelle. Se alla fine di un anno, a conguagli effettuati, ti trovi ad aver prodotto significativamente meno di quanto aveva previsto il GSE, può essere un indizio per fare una valutazione sul tuo impianto, su come è stato progettato, realizzato o s eventuali problematiche che può avere.

Alla fine, quindi, la "colpa" può essere non tanto del GSE o del Venditore (non penso cambi molto vedersi riconoscere più soldi e poi avere un conguaglio), ma di chi ha realizzato l'impianto, trasmettendo inizialmente delle notizie tendenziose, poco corrette se non false, e che magari ha realizzato un impianto senza una progettazione ad hoc.

Spero di aver portato un pò di chiarezza.

 

Ing. Paolo Bianchin

PROGENIA s.a.s.

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Sono capitato sulla tua pagina per caso, facendo una ricerca in Google. In genere non ho nemmeno tempo di rispondere a post riportati in vari forum, ma su questo mi sono voluto fermare, perchè riscontro che sugli asppetti fiscali, di pay back e via dicendo, c'è molta disinformazione per colpa di chi l'informazione dovrebbe farla verso i clienti (progettisti e installatori in primis) e questo rischia di rovinare l'intero settore. Per qualsiasi aspetto, tempo a disposizione permettendo, contattami pure.