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Università: lezioni come tante altre PDF Stampa Visite: 3594

 

UNIVERSITA': LEZIONI COME TANTE ALTRE...


Il docente consegna allo studente una lampadina e gli domanda "Quanto consuma?"

Lo studente legge le scritte sulla lampadina e dice "60 Watt."

Il docente allora gli dice: "No, in mano sua non consuma proprio un bel niente. Ritorni la prossima volta."

Attribuita a un docente di Elettronica del Politecnico di Torino.


Esame di anatomia,

scena muta sugli organi genitali femminili. Il professore, sadicamente, dice con disprezzo allo studente:

"Guardi, le do 20.000 lire, lei stasera tardi va nella zona del porto e vedrà quante signorine le spiegano volentieri queste cose..."

Lo studente incassa (in tutti i sensi) e torna all'appello successivo.

Conquistato un soffertissimo 18 e firmato lo statino lo studente mette 10.000 in mano all'incredulo professore, commentando:

"Sua moglie prende di meno."

Accaduta a: Genova, facoltà di Medicina. Una variante e attribuita anche al professor Tre**san, Analisi per Ingegneria, Università di Padova.


Professore: è in grado di dirmi quale organo dei mammiferi riesce, una volta eccitato, a raggiungere dimensioni pari a sei volte le dimensioni dell'organo a riposo? Studente (nota appartenente a C.L.) (arrossendo terribilmente): Non saprei...
Professore: Non lo sa proprio? Ci pensi, non e difficile!
Studente (sempre più a disagio): Non mi viene in mente niente...
Professore: Su, pensi alla vita di tutti i giorni...
Studente (in grave imbarazzo): Beh...
Professore: Forza signorina, si butti!
Studente: Il pene?
(Scoppia un boato nell'aula)
Professore (calmissimo): Complimenti a lei e al suo fidanzato, signorina. Comunque l'organo e la pupilla.

Riferita come raccontata da due persone che all'epoca dei fatti (primi anni '90) erano assistenti di un docente alla facoltà di Biologia a Milano.


Si racconta di un professore con l'abitudine di usare un intercalare piuttosto volgare durante le lezioni.

Un giorno le ragazze che seguivano il suo corso, esasperate, si misero d'accordo per uscire in blocco dall'aula alla prima parolaccia che il professore avesse pronunciato; i ragazzi, però, vennero a conoscenza della cosa e riferirono tutto al professore.

Cosi il professore il giorno dopo entro in aula dicendo: "Ho visto fuori dalla porta un elefante con un cazzo lungo cosi!".

Immediatamente, come d'accordo, le ragazze si alzarono e fecero per andare verso la porta, ma lui le bloccò dicendo: "Non correte, e già andato via..."

Attribuita al professor Paolo Sil**stroni, autore del famoso testo di Chimica Generale.


Esame di Citologia:

Professore: Mi dica, giovanotto, qualcosa del tessuto vaginale.
Studente: Il tessuto vaginale è cigliato e...
Professore: Mi scusi, ma ne è sicuro?
Studente: Si è cigliato!
Professore: Non ricorda neppure un proverbio che ho citato al riguardo?
Studente: Ma veramente...
Professore: La devo bocciare, ma si ricordi: dove passa il treno non cresce l'erba.

Sentita a Parma, Facoltà di Medicina e Chirurgia.


Una giovane e bella studente va alla lavagna per sostenere l'esame di Idraulica.

Il professore le da un gesso in mano, quindi dice: "Bene, signorina, dunque, vediamo un po'... Ecco, si, mi faccia una pompa!".

L'aula e esplosa in quasi un minuto d'orologio di applausi e grida varie.

Sentita a Genova.


Si racconta che durante una lezione di chimica un professore sia entrato in laboratorio con in mano un barattolo pieno di piscio dicendo:

"Due buone qualità per un chimico sono ingegno e concentrazione. L'ingegno vi potrebbe far scoprire che un metodo semplice per scoprire la presenza di zuccheri nelle urine è assaggiarle".

Detto questo mette un dito nel piscio e poi lo lecca.

"Qualcuno vuole provare?"

Uno studente che non crede che quello sia piscio ci mette dentro il dito e lo lecca, sentendo che era proprio piscio.

Al che il professore continua: "La concentrazione invece vi potrebbe far scoprire che ho immerso il medio e ho leccato l'indice."


C'e' un professore di non so quale materia (anatomia forse) che si diverte a mettere in imbarazzo le studentesse.

A una ragazza chiede: "Cos'e' quella cosa che lei ha e io no... che lei sa usare bene e io no... da cui trae piacere e io no...".
La ragazza: " Il cervello..."


sentita a: Medicina a Novara


QUESTA E' UNA PERLINA!!!

Università' di Roma, lezione di Biologia.

Il prof. parla dell'alto livello di glucosio presente nel seme maschile. Una ragazza alza la mano e chiede:

"Se ho ben capito nel seme c'e' molto glucosio, come nello zucchero?".

"Esatto" risponde il prof., e la ragazza perplessa ribatte: "Ma allora perché' non e' dolce?".

Dopo un momento di silenzio gelido la classe esplode in una risata fragorosa;

la faccia della ragazza diventa paonazza e rendendosi conto della gaffe, raccoglie i libri e scappa via.

Mentre sta uscendo di corsa dalla classe, sopraggiunge la risposta compassata del prof.:

"Non e' dolce perché le papille gustative che percepiscono i gusti dolci sono sulla punta della lingua e non in fondo, vicino alla gola..."


Professore (mostrando un mazzo di chiavi):
- Dunque, giovinotto, mi dimostri che queste sono mie...
Studente (preso malissimo):
- Ehm, sì, quindi, ehm...
Professore:
- Allora, che aspettiamo?
Studente:
- Io, dunq... Aristotele... ehm...
Professore:
- Se ne vada, torni al prossimo appello.
Studente (si alza e fa per portarsi via le chiavi):
- Arrivederci...
Professore:
- Ma che cosa fa? Dove va con le mie chiavi?
Studente:
- Ah, ecco: dimostrato che sono sue!
Professore:
- Promosso.

(Riferita a un imprecisato esame di filosofia)


Il professore di Filosofia Antica chiede allo studente di esporre le confutazioni degli argomenti di Zenone che negano l'esistenza del movimento.
Lo studente si alza dalla sedia, si mette a camminare, si ferma e dice:
- Ecco: ho confutato Zenone.
Il professore gli dice:
- Bene, continui a confutarlo.
Lo studente riprende a camminare. Il professore insiste:
- Lo confuti vicino alla porta.
Lo studente va verso la porta. Il professore prosegue:
- Ora lo confuti nel corridoio.
Lo studente esce nel corridoio. Al che il professore gli grida:
- Ecco, ora vada pure a confutarlo a casa sua!

Varianti. Secondo un'altra versione, dopo tale confutazione il professore ha approvato l'esame con 30 e lode.


Premessa: molti teoremi di matematica esordiscono con il classico incipit "Dato un e (epsilon) piccolo a piacere, è possibile dimostrare che...", dove con e piccolo a piacere si usa indicare un parametro che può raggiungere valori piccolissimi ma comunque diversi da zero.

Esame di Analisi 1:
Studente:
- Sia dato un tre piccolo a piacere, è possibile dimostrare che...
Professore (allibito):
- Prego? sia dato cosa?
Studente:
- Un tre piccolo a piacere, no?
Professore:
- Ma guardi che questo (disegnandolo) è un epsilon, non un tre!!!
Studente:
- Ah! E pensare che l'ho corretto su tutto il libro!!!
Professore:
- Faccia una cosa, ora se ne vada e torni quando lo ha corretto tutto di nuovo...


A questo aneddoto, universalmente noto e dato per accaduto un po' in tutte le facoltà (tecniche), si associa anche la seguente variante:
Studente:
- Sia dato un e piccolo a piacere, è possibile dimostrare che...
Professore:
- Sì, vabbè, ma piccolo quanto?
Studente (incerto):
- A piacere...
Professore:
- Allora me lo faccia più piccolo.
Lo studente, evidentemente in stato confusionale, traccia un e di dimensioni minori.
Professore:
- No, lo faccia ancora più piccolo...
Lo studente ha continuato a scrivere e micrometrici per un bel pezzo, prima di ammettere sconsolato che forse la sua preparazione lamentava qualche lacuna.


Esame di Anatomia,

il professor Oliva chiede allo studente:
- Che forma hanno i testicoli?
E si sente rispondere:
- I testicoli hanno forma di "Oliva"...


All'esame di Fisica lo studente, in stato confusionale, afferma erroneamente che l'accelerazione di gravità vale 9.81 cm s-2 (invece di 9.81 ms-2) e il professore gli dice:
- Monti sul tavolo.
Il ragazzo stupito chiede:
- Come?
E il professore replica:
- Monti sul tavolo.
Il ragazzo, emozionato e intontito dalla pressione da esame, monta sul tavolo davanti a una quarantina di persone che seguono l'orale; il professore gli dice:
- Salti!
Il ragazzo salta giù dal tavolo; il professore fa uno scatto come fosse stato colto da sorpresa e chiede:
- Ma come? Già è atterrato?


ALTRA PERLA!

Professore:
- Il carbonato di Calcio è solubile in acqua?
Studente (con sicurezza):
- Sì
Professore:
- Allora torni quando il Ponte Vecchio si sarà sciolto.

Tratta da un testo goliardico pubblicato a Firenze negli anni '60. Il dialogo si riferisce a un non meglio precisato esame di Chimica Inorganica.


Premessa: la formula cinematica della caduta dei gravi è "h = -1/2 g t2". Il segno di questa formula dipende dal sistema di riferimento che si sceglie; se non si è coerenti, si rischia di descrivere una situazione in cui lanciando un oggetto esso va spontaneamente verso l'alto...
Il professore chiede:
- Mi scriva l'equazione della caduta dei gravi.
L'allievo sbaglia il segno nel suo sistema di riferimento. Il professore lancia il libretto dalla finestra ed esclama:
- Ora lo recuperi al piano di sopra e torni il mese prossimo!


Professore:
- Mi faccia il ciclo di Carnot.
Studente: (disegna un cerchio sul foglio)
- Hmmm... bene... ne faccia un altro vicino.
Lo studente disegna un altro cerchio a fianco del primo
Il professore allora:
- Bene... unisca i centri dei due cicli con una retta.
Lo studente disegna la retta come richiesto ed il professore:
- Molto bene! Ora prenda il suo biciclo di Carnot e se ne vada...


Un professore di Fisica è noto e temuto per le sue tremende domande sui flussi. All'esame si tiene il seguente dialogo:
- Immagini di trovarsi su un treno che viaggia a velocità costante, d'estate, senza l'aria condizionata, alle due del pomeriggio. Il finestrino è chiuso e c'è un caldo da scoppiare. Che cosa fa?
- Mi levo la maglia.
- SI, ma c'è ancora caldo. Che cosa fa?
- Mi levo i pantaloni.
- Ma c'è ancora caldo. Che cosa fa?
- Mi levo anche le mutande, ma quel cazzo di finestrino non glielo apro neanche morto!

Varianti. In alcuni racconti questo dialogo avviene al secondo orale dello studente in questione, dopo che la prima volta è stato mandato via proprio per aver sbagliato il calcolo del flusso derivante dall'aver aperto il finestrino. In altri racconti la domanda non è sul flusso dell'aria, ma sulla variazione di entropia derivante dalla diminuzione di temperatura dello scompartimento.


Un prof alcolizzato congeda uno studente con 28 e si accascia sulla cattedra, appisolandosi.

Un altro studente che deve sostenere l'esame non osa svegliarlo ed attende.

Il professore, svegliandosi, vede lo studente davanti a sé e dice, ancora assonnato:
- Ehmm, le va bene 28?
Lo studente accetta, ringrazia e se ne va.


Esame di chimica:

Il professore chiede all'alunno interrogato:
- Cos'è l'H2-SO4?
- Hmmm... io... io... ce l'ho sulla punta della lingua...
- E allora sputalo imbecille che è acido solforico!


Durante l'esame di fisica il professore chiede al candidato di determinare la maniera per cui fosse possibile calcolare l'altezza di un grattacielo con un barometro da muro.
Il candidato dopo averci pensato un po' risponde:
- Si è facile, facendo cadere il barometro dalla terrazza del grattacielo misuro il tempo impegato per arrivare a terra e poi considerando la forza di gravità e l'energia potenziale mi calcolo l'altezza.
- No, - ribatte il professore - non intendevo questo!
Lo studente quindi:
- Si ha ragione, è possibile mettere il barometro in piedi, misurarne la sua ombra per terra e farne una proporzione con quella del grattacielo.
Il professore sempre più seccato:
- Mi prende in giro? C'è un metodo molto più semplice che lei ignora!
Il candidato dopo averci pensato un po' dice:
- Ho trovato! Prendo il barometro, entro nel grattacielo e al portiere, mostrandogli lo strumento, gli dico che glielo regalo se mi dice quanto è alto il grattacielo!
Il professore esasperato boccia il giovane candidato.


Esame di geometria.

Il prof. a un esaminando:
- Vediamo un pò: quante rette passano per un punto?
- Infinite!
- Bene. E per due punti?
- Ah, beh, non ne parliamo nemmeno...


Durante una lezione di anatomia il professore interpella una studentessa seduta in prima fila perché si era distratta:
- Mi dica signorina... il pene è un osso o un muscolo?
Quella titubante:
- E'... un osso?
- Le sarà sembrato, signorina...


Facoltà di Giurisprudenza: esame di codice di procedura civile.

Il professore esordisce con una domanda:
- Dunque... mi saprebbe dire cos'è la "frode"?
- Una frode è se lei mi boccia!
- Cooome??!! Come sarebbe a dire?
- La frode si ha quando uno approfitta dell'ignoranza altrui e lo danneggia!


BARZELLETTE INERENTI:

Per una ricerca scientifica si chiudono un ingegnere, un fisico ed un matematico in tre stanze chiuse a chiave dall'esterno, lasciando a disposizione dei malcapitati solo carta e penna, e si dice loro di trovare la maniera di uscire di lì.
L'ingegnere misura le dimensioni della porta, trova il punto debole e riesce a sfondarla, uscendo praticamente subito.
Il fisico studia con attenzione la porta e dopo molti calcoli trova il carico di rottura del materiale di cui è composta la porta e riesce a sfondarla.
Il matematico però non esce. Allora gli scienziati decidono di aspettare ancora, dopo alcuni giorni, decidono di aprire loro la porta, convinti che il matematico sia ormai morto.
Quando aprono trovano il matematico, morto, al centro della stanza, in un mare di fogli. Ne prendono uno e vi leggono:
- Supponiamo per assurdo che la porta sia aperta...


Sai come si fa a riconoscere un ingegnere da un matematico? Si fa un esperimento: si prendono i soggetti e li si mette ciascuno in una stanza nella quale c'è solo un lavandino, una cucina a gas, una scatola di fiammiferi e un pentolino. Si dice loro che lo scopo dell'esperimento è far bollire l'acqua.
Ambedue si comportano allo stesso modo: riempiono il pentolino d'acqua, lo mettono sul gas acceso con un fiammifero. Poi si fanno uscire e si modifica leggermente lo scenario: il pentolino è già pieno d'acqua. Si ripete l'esperimento. L'ingegnere prende il pentolino e lo mette sul gas acceso con un fiammifero. Il matematico prende il pentolino, lo svuota e si riconduce ad un problema già risolto (in questo caso da se stesso).


Ci sono un ingegnere meccanico, un ingegnere chimico, un ingegnere elettronico ed uno informatico in una Cinquecento. Ad un certo punto la macchina si ferma, e si spegne il motore. Allora l'ingegnere meccanico dice:
- Lo sapevo io, sicuramente colpa dell'albero motore...
Allora il chimico:
- No no, sono certo che colpa degli acidi della batteria!
Poi l'elettronico:
- Ma figuriamoci, si è sicuramente guastata la centralina elettronica!
Infine l'informatico:
- Ma se noi provassimo ad uscire e poi a rientrare?


- Perché i giovani matematici sono nervosi e fanno poco sesso?
- Perché sentono dire che niente è meglio del sesso e che un caffè è meglio di niente, quindi deducono che un caffè è meglio del sesso...


Tre ingegneri discutono sulla natura del corpo umano. Uno di loro dice:
- E' ovvio che chi l'ha fatto era un ingegnere meccanico, con tutte quelle articolazioni, le ossa di sostegno...
- No, no - dice il secondo - lo ha fatto sicuramente un ingegnere elettronico; guardate le connessioni nervose, il sistema cerebrale...
- No, nessuno dei due - dice il terzo, - è stato un ingegnere civile; solo loro possono mettere una discarica tossica vicino ad un'area ricreativa...

 
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